La questione bambini Rom e Famiglia Cristiana

2 Luglio 2008 Nessun commento

RAZZISMO STRISCIANTE
IN DIFESA DELLA "PATRIA"

Il ministro degli Interni Roberto Maroni, propone di prendere le impronte ai bimbi Rom. Ma ciò significherà, per ognuno di quei piccoli, l’iscrizione in un registro di probabili futuri criminali.

Nell’omelia per la festività di san Giovanni Battista, patrono di Torino, l’arcivescovo cardinale Severino Poletto parla di una città che sta vivendo un tempo di sfide, con un decimo della sua popolazione che viene da lontano, per cui ha bisogno di farsi coraggio e di «approfondire il ruolo di esperta in umanità, che la grande storia dei santi sociali le ha assegnato». E cita ad esempio la presenza dei Rom, verso i quali «Torino sta pazientemente sperimentando percorsi di integrazione sostenibili».

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Tanto tempo

30 Giugno 2008 1 commento

E’ passato tanto tempo da quando ho aperto questo blog e a causa di diversi impegni l’ho lasciato andare.
Adesso, ad un anno circa di distanza, sono nel coordinamento del Pd di Cittadella, roccaforte della Lega nell’Alta Padovana e con altri ragazzi mi sto impegnando per tentare di costruire un giovanile per il futuro, mentre il Pd nazionale è in crisi per la dura sconfitta delle politiche e di Roma e vecchi personalismi rientrano in gioco.
E’ venuto il momento di riprendere in mano anche questo blog e cercare di renderlo uno strumento utile.

Al di là dei personalismi (questo discorso valga per ogni candidato)

8 Agosto 2007 Nessun commento

Esiste nella politica italiana un problema generazionale?
«Io ero il più giovane nel ‘98, quando divenni ministro a 32 anni, e sono considerato il più giovane adesso, sebbene nel frattempo mi siano nati due figli e abbia qualche capello in meno…».
Morale?
«Il sistema invecchia senza che emergano ricambi. Condivido in pieno la proposta di due deputati piemontesi, Marco Calgaro e Gigi Bobba, per dare diritto di voto ai sedicenni. Io mi candido anche nella speranza di appassionare qualche giovane alla politica. Voglio sperimentare una scelta dal basso dei candidati che si collegheranno al mio nome».
Non e’ permesso. Il regolamento prevede liste bloccate…
«Appunto per questo, per evitare che a norma di regolamento sia soltanto io a decidere la lista dei nomi, in alcune grandi città terremo a settembre una sorta di pre-primarie».
Non le sembra eccessivo?
«No. Le primarie per eleggere il segretario hanno senso se costruiscono il profilo di un Partito Democratico che risulterà veramente tale, cioè democratico, solo se non sarà la sommatoria di due partiti e dei rispettivi apparati. Una questione semplicissima».
A molti non pare.
«Invece sì, purtroppo: la politica italiana si è berlusconizzata. Vincono i partiti personali a destra, al centro e anche all’estrema sinistra. Manca in questi partiti una reale contendibilità».
Contendibilita’?
«Vuol dire una competizione virtuosa per cui chi vince guida e chi perde collabora. Succede che chi si candida, ma perde, ormai reagisce con la scissione e crea un suo partito personale. Viene presentato come modernità ma è un ritorno al feudalesimo».

Colpa del sistema elettorale?
«Purtroppo aiuta in negativo. E ci allontana tanto dall’Europa che dagli Stati Uniti, dove i partiti sono costruiti in modo da sopravvivere ai loro fondatori.
Il Pd deve invertire la tendenza, contrastare la personalizzazione della politica. Mi candido anche per aiutare questa modernizzazione».
Parli dei concorrenti. Con la Bindi vi bisticcerete i voti del Partito popolare?
«Né io né lei intendiamo rappresentare una nicchia, entrambi ci rivolgiamo a 360 gradi. Mi fa piacere che per Rosy si sia pronunciata Franca Chiaromonte, diessina. E che esponenti di quell’area, da Umberto Ranieri a Gianni Pittella a Giorgio Maciotta, sostengano me. Segno di un rimescolamento».
Veltroni.
«Le primarie sono decollate nel momento in cui Walter ha deciso, spontaneamente, di metterci la faccia. Ha dato un grandissimo esempio e tutti dobbiamo essergli grati. A me ha fatto piacere…».
A lui, magari, la candidatura Letta un po’ meno.
«Non penso. L’apporto di ciascuno permetterà di spingere un metro avanti il confronto delle idee. E sarà bene per tutti».

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DIAMO UN SENSO

8 Agosto 2007 Nessun commento

Periodo estivo, sono tutti in vacanza. Ho spedito una mail a diverse persone che conoscevo per provare ad interessarle a fare una lista per essere eletti all’assemblea legislativa del Partito Democratico. Ho ricevuto risposte interessate, ma la strada da fare è ancora molta.
Per votare verrano rischiesti degli euro: 5 per chi ha più di 26 anni, 2 per chi ne ha meno. Dicono che sono troppi soldi. Quanto valgono i soldi? Cosa sono 5 euro? Un pacchetto di sigarette e un caffè? Un paio di spritz? Un aperitivo? La colazione per due persone? Quanti chilometri in auto si fanno con 5 euro? Bastano per un sabato sera o un venerdì sera o una domenica sera? Sono tanti o pochi per un po’ d’alcol? Sono tanti o pochi per esprimersi SUL SERIO? Esprimersi SUL SERIO, non per scrivere tre righe in un blog, ma per contare qualcosa a questo mondo. Fosse anche solo poco, ma quel poco li vale 5 euro? E’ vero che non sono delle votazioni amministrative, non sono le politiche, non è un referendum: quelli non li paghiamo, ma qualcuno li ha pagati. Con lotte, con guerre, con intimidazioni… A sud dell’Italia la mafia è ancora una realtà. Sembra tutto così lontano da qui. In certe zone del sud dell’Italia pagare 5 euro non basta per avere la libertà di essere protagonisti, di ambire a costruire qualcosa di nuovo, un nuovo Partito, una nuova classe dirigente, una nuova Politica. Parole che astratte per qualcuno, inutili per altri, sospette per molti. Dare un senso a queste parole è possibile. E’ possibile come dare a 5 euro un senso diverso da due spritz, da un pacchetto di sigarette, da una pizza margherita per asporto. Dare un senso alle cose, al proprio essere cittadiini, al proprio essere elettori, al proprio essere parte della "Pubblica Opinione", al proprio essere protagonisti nel territorio in cui si vive, propositivi, essere Uomini Nuovi. Diamo un senso a tutto questo. Invito chi legge queste parole a scrivermi, a contattarmi, a dirmi: "Ci sono e ci voglio essere.". Anche se domani partite per il mare-Croazia-montagna-Diosadove, anche se il concetto di "politica" vi sembra una parola astratta o sospetta, anche se avete milioni di cose da fare nella vostra vita, ma se sentite che ci siete e che volete essere nel vostro territorio e cercate un modo per farlo, per favore, lasciatemi un commento, un indirizzo mail, due parole, quello che volete.
Ci sono molti blog in rete, più o meno famosi. Si usano per comunicare, per conoscere persone, per sfogarsi, per una serie svariata di ragioni. L’obiettivo di questo blog è cercare qualcuno che mi aiuti a dare un senso al mio diritto di voto, alla mia passione per il sociale, alla mia passione per tutto ciò che non riguarda solo me, ma tutte le persone che vedo ogni giorno, con le quali studio o ho lavorato o ho condiviso parte della mia vita o con le quali studierò, lavorerò e condividerò parte della mia vita, fosse solo una strada che percorriamo in auto entrambi senza conoscerci. 
Aspetto e spero. 
 

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Qualche incontro utile

24 Luglio 2007 Nessun commento


Qualche incontro utile per farsi un’idea di cosa si propone per questo partito e dei candidati nazionali. Perché è importante conoscere i candidati nazionali? E’ importante perché se si vuole fare una lista, bisogna associarla ad uno di loro. Infatti, il 14 ottobre, oltre ai componenti dell’Assemblea Costituente, si eleggerà anche il Segretario Nazionale, ovvero il portavoce del nuopvo partito. Nel caso non raggiungesse il 50% +1 dei voti, i membrti dell’Assemblea diverranno elettori e sceglieranno il Segretario tra i due aspiranti che hanno preso più voti. Altro motivo per cui far parte dell’Assemblea è molto importante.
Ecco alcune idee per conoscere un po’ i candidati e le loro proposte, almeno prima della lunga pausa proter vacanze.
Giovedì sera a Rovigo.

franceschini-chini

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Rosy Bindi

24 Luglio 2007 Nessun commento

Rosy Bindi è l’unica candidata donna per la segreteria nazionale del partito democratico.

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Enrico Letta

24 Luglio 2007 3 commenti

E’ notizia ufficiale di oggi la candidatura di Enrico Letta, fatta qualche ora fa tramite un filmato internet:
http://www.enricoletta.it/

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Italia, democrazioa malata (I 10 punti di Veltroni)

24 Luglio 2007 Nessun commento

Primo: superare l’attuale bicameralismo perfetto, assegnando alla Camera la titolarità dell’indirizzo politico, della fiducia al governo e della funzione legislativa e facendo del Senato la sede della collaborazione tra lo Stato e le autonomie regionali e locali. Senato e Camera manterrebbero potestà legislativa paritaria nei procedimenti di revisione costituzionale.

Secondo: operare una drastica riduzione del numero dei parlamentari, coerente con la specializzazione delle due camere: 470 deputati e 100 senatori porterebbero l’Italia al livello delle altre grandi democrazie europee come quella francese alla quale sempre di più dobbiamo saper guardare.

Terzo: riformare la legge elettorale, in modo da ridurre la assurda frammentazione e favorire un bipolarismo basato su competitori coesi programmaticamente e politicamente. Il governo sarebbe così capace di assicurare l’attuazione del programma per il quale è stato scelto dagli elettori, come in tutte le grandi democrazie europee. E, infine, la ricostruzione di un rapporto fiduciario tra elettori ed eletti, mediante la previsione per legge di elezioni primarie per la selezione dei candidati. Tutto questo è ora reso ancora più necessario dalla positiva sfida del referendum.

Quarto: rafforzare decisamente la figura del Presidente del Consiglio, sul modello tipicamente europeo del governo del primo mini-stro, in modo da garantire unitarietà e coerenza all’azione di governo e coesione alla maggioranza parlamentare, attribuendogli, ad esempio, il potere di proporre nomina e revoca dei ministri al Presidente della Repubblica.

Quinto: rafforzare il sistema di garanzie nel sistema maggioritario e bipolare, in modo da scongiurare qualunque rischio di dittatura della maggioranza o di deriva plebiscitaria, prevedendo quorum rafforzati per la modifica della prima parte della Costituzione e per l’elezione delle cariche indipendenti, uno Statuto dell’opposizione, l’attribuzione alla Corte costituzionale delle controversie in materia elettorale, norme rigorose contro il conflitto d’interessi.

Sesto: previsione di una corsia preferenziale, con tempi certi, per l’approvazione dei disegni di legge governativi e voto unico della Camera sulla legge finanziaria nel testo predisposto dalla Commissione Bilancio, sulla falsariga dell’esperienza inglese.

Settimo: escludere nei regolamenti parlamentari la costituzione di gruppi che non corrispondano alle liste presentate alle elezioni e rivedere le norme finanziarie che oggi premiano la frammentazione, comprese quelle sul finanziamento pubblico dei partiti e della stampa di partito.

Ottavo: completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali, con uno sguardo particolare alle grandi aree metropolitane.

Nono: attuare l’articolo 51 della Costituzione, prevedendo almeno il 40 per cento di candidati donne e di capilista donne a pena di inammissibilità delle liste. Il Partito democratico applicherà alle proprie liste la quota del 50 per cento.

Decimo: riconoscere il voto ai sedicenni per le elezioni amministrative, valorizzandone l’apporto di freschezza e di entusiasmo essenziale per la rivitalizzazione della democrazia e al tempo stesso la funzione di responsabilizzazione, di socializzazione e di apertura, essenziale nel delicato percorso dall’adolescenza alla maturità. Si tratta, come è ovvio, di proposte aperte, che implicano un iter non semplice di revisione costituzionale e legislativa, che a sua volta presuppone la convergenza di un ampio schieramento di forze. Molte legislature sono trascorse invano, da quando il tema della riforma della politica, delle sue regole, delle sue istituzioni, è entrata nell’agenda del paese. Ora la crisi di autorità della politica sta diventando un’emergenza democratica. Il Partito democratico al quale penso nasce per riportare l’Italia tra le grandi democrazie d’Europa. È una urgenza assoluta. Se non vogliamo che si avveri la lucida profezia di Calamandrei.

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Walter Veltroni e Dario Franceschini

24 Luglio 2007 1 commento

La prima candidatura alla segreteria nazionale per il partito democratico è quella di Veltroni, anche se è viene chiamata Veltroni-Franceschini, il primo proveniente dai Ds e il secondo dalla Margherita. E’ partita con il beneplacito delle segreterie nazionali dei due partiti. Ma cerchiamo di vedere un po’ il curriculum di questi due personaggi (il secondo aspira quindi alla carica di vice-segretario).

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All’inizio.

19 Luglio 2007 Nessun commento

Ho voluto aprire questo nuovo Blog con il regolamento per la presentazione delle liste per l’Assemblea Costituente del Partito Democratico. Perché questa è un’occasione, una vera occasione per fare qualcosa di nuovo. E le occasioni vanno colte.

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